giovedì 30 agosto 2012

Twenty-first Day - Prato in contra Meckhè attraverso lo sport


25/8/2012

Una giornata assolutamente dai ritmi frenetici a cominciare dal mattino; è prevista infatti per le ore 10:00 la partenza della maratona cittadina organizzata da Help and Birth, ASCOMI e il Comitato per le Attività Giovanili. Un percorso lungo cinque chilometri che ha visto gli atleti partire dalla piazza del mercato e correre lungo le strade principali di Meckhè; distanza ridotta invece quella prevista per la competizione aperta alle donne, impegnate su un tratto di duemila metri.

Quasi cinquanta gli iscritti, tra loro naturalmente tanti giovanissimi che nonostante i toni assolutamente amatoriali della competizione, si sono duramente preparati nei giorni precedenti alla gara; c’è chi ha addirittura corso ben due ore al giorno sotto il sole cocente durante il periodo del Ramadan. Insomma un grande entusiasmo attraversa tutta la città che in occasione di questo evento sportivo conoscerà ufficialmente il progetto della ONLUS.
E alla partenza vi è anche un po’ di Italia; Lorenzo per Help and Birth, Andrea per Urban Studios e Emanuele per gli architetti. Unico dei tre a portare a termine la maratona è Andrea che posizionandosi quasi in coda al gruppo è comunque il solo portabandiera italiano ad arrivare al traguardo.
A dominare e vincere la corsa è un giovane studente meckhese, in testa fin dalle prime battute, come del resto anche Hajia, trionfatrice della 2 chilometri femminile alla quale hanno partecipato ovviamente anche Liliana e Serena.
Momento dai toni assolutamente solenni quello della premiazione, che ha visto i primi classificati sfilare davanti alle massime autorità cittadine e la presentazione della ONLUS e del progetto di costruzione della biblioteca e del centro polivalente. “L’obiettivo che ci eravamo prefissati, ossia quello di unire attraverso lo spirito sportivo Meckhè e Prato è assolutamente raggiunto! Sono molto soddisfatto dell’affluenza che la maratona ha registrato e soprattutto della reazione della popolazione locale al nostro intervento; lo sport si conferma essere uno fra i più importanti ed efficaci strumenti di aggregazione e contatto fra i popoli e le culture”.
Nel pomeriggio finalmente l’accordo di massima tra ASCOMI, Help and Birth e municipalità meckhese è stato suggellato dalla firma del protocollo di intesa, documento questo di importanza basilare al fine di iniziare i lavori. Con la triplice firma di quest’oggi, l’atto in questione entra ufficialmente in vigore e va a regolamentare quelli che sono i rapporti fra i tre partner. Un progetto quello della biblioteca e del centro polivalente che ASCOMI su tutti, si augura sia una trampolino per il futuro; il primo mattone di una collaborazione che per Meckhè e i suoi abitanti simboleggia un importante passo avanti.
Dopo aver cenato, alcuni di noi si sono recati al centro CEDAF, dove le signore responsabili, avevano organizzato una serata di danze e musiche tradizionali; l’ennesimo incontro tra culture che ci ha positivamente colpito e fatto divertire molto. 

Help and Birth

mercoledì 29 agosto 2012

Twentieth Day - Diventerà realtà?


24/8/2012

Con la firma del protocollo d’intesa a conferma ufficiale dell’accordo tra Help and Birth, ASCOMI e Comune di Meckhè, anche gli architetti che si sono occupati del progetto della biblioteca e del centro culturale e lo hanno più volte presentato durante questi quindici giorni di permanenza in Senegal, possono finalmente cominciare a mettere in pratica il loro lavoro. Il sopralluogo sul sito ove sorgerà la struttura è previsto per le ore 17:30 e il da farsi riguarda soprattutto la parte concernente le misurazioni delle varie zone dell’area, che ricordiamo al momento non è altro che un fatiscente spiazzo abbandonato, ridotto senza mezzi termini a discarica a cielo aperto. Il locale adiacente al piazzale, principale soggetto della demolizione, è attualmente un magazzino utilizzato senza alcuna autorizzazione dai negozi del circondario e dai banchi de mercato per riporre la merce. Inutile dire che al momento di radere al suolo il suddetto stabile, ci saranno non poche rimostranze da parte della cittadinanza che beneficia del rimessaggio.
Incuriositi dal nostro operato e dalle attrezzature che gli architetti utilizzano per le misurazioni, molti bambini si avvicinano al luogo in cui sorgerà la biblioteca, senza però chiedere niente se non i consueti “cadeau”. Tra loro ci avvicina anche un uomo, il quale si presenta come il guardiano della Moschea e mostrandosi interessato a quello che sarà il futuro dell’area, inizia a raccontare di quello che invece è stato il suo passato. Si tratta, infatti, di un ex centro sociale giovanile dove fino a dieci anni fa, si organizzavano delle feste e numerose attività; il motivo di cotanto degrado è legato all’incuria. Questo testimonia quanto sia importante stabilire oltre ad un comitato di gestione del cantiere, anche un comitato di gestione della struttura una volta che questa sarà ultimata; tra le prerogative di Help and Birth, vi è infatti quella di rendere la popolazione locale, perfettamente in grado di mantenere e tutelare quello che sarà il centro culturale di Meckhè.
Un’altra problematica riscontrata nel sopralluogo è legata alla presenza di un grosso albero le cui radici affondano in concomitanza del luogo in cui dovrebbe sorgere la sala polivalente; una piccola empasse per i nostri architetti che già domani alle ore 15:00 si recheranno con Lorenzo in Comune, dove chiederanno ai responsabili dell’area di poter usufruire di maggior spazio all’interno del giardino pubblico adiacente appunto allo spiazzo edificabile. Questo dovrebbe impedire di dover sradicare l’albero in questione.
La giornata termina con l’ultima riunione organizzativa in previsione della giornata di domani, quando con la collaborazione di Help and Birth, ASCOMI e il comitato per le attività dei giovani, sarà corsa a Meckhè una maratona di 5km. Un’occasione importante per avvicinare la popolazione locale alla ONLUS e al suo progetto!

Help and Birth

Nineteenth Day - Un progetto sempre più vicino


24/8/2012

Nonostante l’idea della biblioteca e del centro culturale acquisti sempre maggior concretezza per quanto concerne il progetto architettonico , il cammino di Help and Birth nella cooperazione e la mediazione con i vari partner si fa sempre più accidentato.
Per la mattina è in programma una riunione al centro CEDAF di Meckhè, struttura questa destinata alla formazione e l’assistenza alle donne. Una categoria quella femminile che, come abbiamo già osservato nelle riunioni dei giorni scorsi, è ben organizzata ed articolata in varie associazioni.
IL CEDAF per qualità dello stabile, gestione e mantenimento, è sicuramente l’esempio migliore che la città ci può offrire; la struttura, costruita meno di dieci anni fa, sorge sulla strada principale ed occupa una vasta superficie, considerando anche l’ampio giardino la circonda.
L’incontro di Help and Birth con la rappresentanza femminile meckhese, ha visto in primo luogo la presentazione completa del progetto della biblioteca e del centro culturale nel quale naturalmente anche le donne dovranno avere un ruolo attivo, per volontà stessa di Help and Birth.
Lungo la strada per tornare alla residenza comunale troviamo il vicesindaco di Meckhè, Samb; ma quella che doveva essere una breve sosta per capire quali dovranno essere le tempistiche della giornata, diventa una vera e propria riunione, riguardante naturalmente i punti nodali del protocollo di intesa che a distanza di giorni ancora non vedono giunti ad alcun accordo, ASCOMI e municipalità.
Una frattura quella tra l’associazione culturale senegalese e il Comune meckhese che probabilmente affonda le sue radici in una mancanza di fiducia e di chiarezza reciproca; ASCOMI sente particolarmente vicino il progetto della biblioteca e del centro culturale vista la sua posizione di promotore, la municipalità dal canto suo vorrebbe una posizione di leadership nella coordinazione sul territorio visto che la struttura sarà ubicata proprio sul suolo di Meckhè.
Questo scoglio mette a dura prova l’idea di cooperazione che Lorenzo in primis vuole promuovere, ma il desiderio e la necessità di superare questo empasse è di primaria importanza! Ore 21:30 e il dibattito si riapre nuovamente; questa volta su proposta di Help and Birth, quattro rappresentanti di ASCOMI e il vicesindaco Samb si siedono ad un tavolo di lavoro comune dove discutere in modo risolutivo del testo ufficiale del protocollo di intesa.
Perseveranza e pazienza dopo circa un’ora di discussione portano così all’esito sperato; il contenuto del protocollo di intesa è riformulato in maniera definitiva e il patto è finalmente suggellato da una stretta di mano fra i tre partner.  “Sono assolutamente soddisfatto dell’esito di questa riunione che ha portato all’intesa sperata. Nonostante le difficoltà registrate nei giorni scorsi, ho sempre mantenuto la massima fiducia; lo scopo del resto era unitario! Questa biblioteca rappresenterà un vero e proprio patrimonio per questa città che grazie all’impegno nostro, di ASCOMI e del suo comune, potrà disporre di una struttura in grado di formare i suoi studenti e permettere l’accesso a tecnologie e testi difficilmente reperibili per questa realtà.”Queste le parole di Lorenzo Giorgi, presidente di Help and Birth, che nella giornata di domani vedrà finalmente firmato dagli altri due partner il protocollo. Da quel momento in poi il progetto non sarà soltanto un’idea!

Help and Birth

sabato 25 agosto 2012

Seventeenth Day


22/8/2012

In un afoso mercoledì mattina, abbiamo l’ennesima conferma di quanto sia obbiettivamente complicato garantire al lavoro una puntualità ed un ritmo costante e fruttuoso qui a Meckhè; al centro di questa giornata doveva infatti esserci l’appuntamento in Comune tra Help and Birth, ASCOMI e la municipalità cittadina per la firma ufficiale del protocollo di intesa, documento questo basilare per l’inizio dei lavori alla biblioteca e al centro culturale.  Nonostante dopo numerose rielaborazioni il testo ufficiale del protocollo sia pressoché pronto questioni di carattere burocratico costringono i tre soggetti firmatari a rinviare l’incontro a domani.
Per il primo pomeriggio è invece previsto quello che sicuramente per Lorenzo, Liliana, Ivan, Niccolò e Andrea – ossia coloro che hanno intrapreso il viaggio da Prato a Meckhè sulle due jeep- è un chiarimento di primaria importanza. I disagi sopportati a fatica durante questa estenuante tratta, non sono stati semplicemente frutto della mera casualità; quando a Tan Tan i ragazzi si son visti letteralmente abbandonati da quella che doveva essere la loro guida e che di quel ruolo ha realmente preso ogni onore e rispettato alcun onere, hanno rischiato senza mezzi termini di vedere compromesso in maniera irreversibile il buon esito del viaggio. Guyè, designato come guida del gruppo sia per quel che concerne il percorso sia per quanto riguarda le varie necessità legate al viaggio (come ad esempio mediare alle frontiere, conoscere peculiarità e leggi dei Paesi attraversati) si è presentato alla residenza comunale dove alloggiamo assieme a Diop, presidente di ASCOMI, provando a distanza di undici giorni dall’arrivo del gruppo qui a Meckhè , a spiegare quelle che sono le motivazioni che lo hanno portato a compiere la sua scelta. Oggettivamente l’atteggiamento che tutti hanno percepito, Mustapha compreso, è stato quello di un’irritante superficialità e noncuranza dimostrata in ogni parola ed in ogni gesto. Così, dilettandosi nel giocare a carte ed impuntarsi quasi nel non voler parlare in italiano (lingua che conosce molto bene dato che risiede in Italia da ben diciotto anni) Guyè ha ribadito quelle che erano le motivazioni che lo hanno spinto ad agire in quel modo ; l’assicurazione dell’auto che stava conducendo non avrebbe avuto validità in Marocco per i giorni successivi, così che rimangiandosi clamorosamente la parola data appena qualche giorno prima in Italia, ha ritenuto naturale staccarsi dal resto del gruppo. Un gruppo che aveva provveduto a pagargli il biglietto del traghetto e che si era affidato alle sue conoscenze per arrivare sani e salvi a destinazione ed evitando intoppi che invece ci sono stati e sono costati oltre quattrocento euro. L’esito della riunione è comunque inutile; non si verifica nessun chiarimento visto che Lorenzo si fa portavoce di ragioni che Guyè sembra non voler nemmeno ascoltare.

Per smaltire il malumore della discussione che ha fatto tornare alla mente momenti non certo positivi, decidiamo di andare a sfidarci in un match di beach volley; pochi minuti dopo l’inizio della partita ci troviamo naturalmente attorno numerosi bambini e ragazzi che incuriositi si avvicinano al campo che abbiamo allestito. Un’occasione importate di scambio con la popolazione giovanile di Meckhè che ci appare assolutamente ben disposta nei nostri confronti.  

venerdì 24 agosto 2012

Fifteenth Day - Attraverso la cultura

20 /8/2012

Al nostro risveglio per la prima volta da quando siamo qui, Meckhè sembra ancora addormentata. Le strade appaiono come irriconoscibili, spogliate dei banchi e dei carretti che la animano quotidianamente. Non ci sono voci, pochi anche i bambini per le strade. Le botteghe degli artigiani, parrucchieri e mercanti chiuse. Non ci sono nemmeno le numerose persone che eravamo abituati a vedere seduti sotto gli alberi sul selciato di fronte all’Hotel de Ville. Tutto è chiuso in un mite e surreale silenzio. Oggi per i musulmani è terminato il periodo religioso del Ramadan. Oggi è un giorno di festa che anche il nostro gruppo decide di onorare a suo modo; organizziamo infatti una cena assieme a Mustapha e la sua famiglia della quale finalmente abbiamo l’opportunità di fare conoscenza.

lunedì 20 agosto 2012

Fourteenth Day - I colori di Meckhé


19/8/2012

Il mercato di Meckhè è un tripudio caotico di colore, voci e persone. Si sviluppa confuso in tutte le strade, i vicoli e i cortili della città, rendendola un infinito e inestricabile gomitolo di volti, banchi e rumori. Vi si può trovare apparentemente di tutto ma effettivamente poco di quello che un europeo può necessitare. Chincaglieria e bigiotteria di ogni foggia e colore, braccialetti, orecchini, collane, ammassate confusamente sui tavoli. Stoffe, ritagli d’abiti e scialli. Opachi, lucidi, comunque appariscenti. Futuri vestiti di donne e bambine. Fino ad arrivare agli spazi dove sono esposti i generi alimentari; ortaggi, frutti e pesci sistemati al suolo e coperti spesso di mosche e terriccio. Il mercato di Meckhè non contratta. O per lo meno non lo fa con noi. A qualche passo dal turbinio confusionario del mercato vi sono comunque alcune vie periferiche lungo le quali arriviamo prima alla Moschea e poi al Minareto di Meckhè. Il bianco ed il verde acqua sono i due colori che caratterizzano questi edifici di culto religioso, circondati come di tradizione da un ampio cortile esterno cinto da un muro piuttosto alto.  Sia dalla struttura che dallo stato della vernice si evince che sia la Moschea che il Minareto sono di costruzione abbastanza recente; fatiscente e praticamente impraticabile invece quella che era la precedente Moschea cittadina, ubicata anch’essa in questa zona di Meckhè, abitata apparentemente da un numero infinito di bambini che appena ci vedono ci vengono incontro, seguendoci poi per tutta la mattina alla ricerca di qualche moneta. C’è chi tra noi ha anche la fortuna e l’opportunità di visitare la Madrassa, ossia la scuola islamica della quale non si possono che riportare le effettive differenze rispetto agli istituti visitati nei giorni scorsi; arredamento essenziale ma estremamente ordinato e pulito. Spazi non dispersivi e comportamento dei bambini decisamente educato e composto. Oggi abbiamo voluto vivere più intensamente di sempre la quotidianità di Meckhè; avere un contatto diretto con i centri nevralgici della sua sfera economica e religiosa. Meckhè adesso sembra un po’ più vicina anche per noi. 

Help and Birth


Photo by Ivan Marianelli

Thirteenth Day - Le scuole superiori

18/8/2012

Dopo una lunga mattinata caratterizzata da un furioso temporale tipico di questa stagione, abbiamo continuato la visita all’interno degli edifici scolastici meckhesi; sviluppato attorno ad un cortile estremamente spazioso, il liceo della città di Meckhè ospita ben 2000 studenti, conta al suo interno un corpo docenti di ben 40 insegnanti ed occupa una superficie molto estesa, rispetto alle due altre due scuole visitate in precedenza. L’inaugurazione della struttura in questione risale all’anno 2001 ma inutile ripetere, ci sono delle carenze nell’organizzazione e nella conduzione davvero gravi. Compatibilmente alle risorse del luogo infatti, non possiamo che notare l’estrema superficialità con cui la struttura è diretta. Animali che comunemente troviamo sui bordi delle strade come caprette e polli, pascolano tranquillamente anche nel cortile del liceo portando necessariamente la struttura ad un degrado più repentino. Nelle aule, ancora aperte a causa degli esami di maturità l’arredamento è essenziale ma dignitoso; niente a che vedere con la scuola elementare all’interno della quale abbiamo eseguito il primo sopralluogo. Abbiamo anche la fortuna di interloquire con gli studenti, accorsi numerosi questa mattina all’istituto per ricevere l’esito finale della prova. “ Sostenere l’esame di maturità quest’anno è stato davvero duro tenendo conto dei vari ostacoli che sono intercorsi nel percorso di studi degli studenti del liceo; i mesi in cui abbiamo potuto frequentare le lezioni sono stati soltanto tre a causa del lungo sciopero degli insegnanti; in queste ultime settimane abbiamo cercato con impegno di recuperare il programma non svolto in classe ma le difficoltà sono state molte  e per certi versi difficilmente superabili. Oltre alla scarsa preparazione degli studenti un altro effetto di questo lungo sciopero è stato lo slittamento delle date delle prove di esame che sono cadute proprio in concomitanza con il Ramadan. Personalmente sono riuscito con successo a prendere la licenza superiore ma il mio pensiero va a tutti quei compagni che il prossimo ottobre saranno costretti a presentarsi nuovamente sui banchi di scuola. La biblioteca e il polo culturale al centro del progetto della ONLUS Help and Birth è indiscutibilmente un’inestimabile opportunità per tutti gli studenti di Meckhè, i quali potranno ovviare al problema della documentazione e reperimento del materiale scolastico. La popolazione in età scolare della mia città non può che essere entusiasta di questa iniziativa che contribuirà a formare gli universitari del futuro. “ La nota estremamente dolente di questa visita è comunque l’ingresso all’interno della biblioteca e dell’ aula informatica, unico esempio a Meckhè di questo tipo di costruzione destinato all’utilizzo da parte degli studenti. Un elemento di confronto che dovrebbe fornire ad Help and Birth dati importanti sia per quel che concerne la tipologia di struttura sia per quel che riguarda la capacità gestionale che ha dimostrato fino ad adesso il personale specializzato meckhese. L’aula in questione è una vera e propria delusione; sugli scaffali non sono presenti volumi, manuali o libri di testo (che nelle altre scuole avevamo trovato accatastati sul pavimento) e i computer in dotazione del liceo sono tenuti in uno stato di semi abbandono davvero preoccupante; completamente coperti di polvere e sabbia, ubicati sotto le finestre ed esposti quindi maggiormente alle intemperie. Le scrivanie con ripiano porta – tastiera consone all’utilizzo del PC  che non sono state utilizzate sono ammassate distrattamente al centro della stanza. Questa è in assoluto la prova più chiara di quanto sia indispensabile la preparazione adeguata di un comitato di gestione del cantiere ma anche l’istituzione di una commissione per quanto riguarda la gestione del progetto una volta ultimato.
Meckhè in primis non può permettersi che gli sforzi di Help and Birth siano dissipati con tale irresponsabilità.

La seconda struttura nella quale ci rechiamo è una scuola media poco distante dal liceo; suddivisa, come il resto degli istituti già visitati, in vari blocchi ove sono dislocate le classi e i vari uffici, osserviamo che effettivamente l’esterno dello stabile ha caratteristiche che lo rendono decisamente piacevole. Gli stabili che compongono la struttura sono infatti verniciati (probabilmente di recente) in rosa e divisi da vialetti resi ombrosi da grossi alberi; per la prima volta rileviamo che il grande cortile che di consuetudine è inserito nei progetti strutturali degli istituti educativi meckhesi, è sfruttato per le attività sportive degli studenti che possono infatti giocare basket grazie al campetto costruito sul retro . Il vero e proprio scempio a livello visivo e soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la salute stessa degli allievi e degli abitanti del luogo, è l’enorme ricevitore che svetta sulle nostre teste e che poggia le sue fondamenta proprio su un lato del cortile della scuola. La seconda negligenza che rileviamo (ma che purtroppo non è esclusiva di questo istituto scolastico) è legato alla copertura in eternit, materiale che una volta danneggiato è estremamente insalubre addirittura cancerogeno e che in Italia ha tristi precedenti. Il responsabile di questa scuola media è il vicesindaco, figura che anche durante il primo viaggio di Help and Birth a Meckhè lo scorso dicembre, aveva espresso il suo massimo appoggio al progetto della biblioteca e del centro culturale.

Al termine della mattinata di oggi gli interrogativi che sicuramente ci attraversano la mente assumono contorni più definiti e nitidi; perchè se è indispensabile calarsi nella mentalità del luogo e non utilizzare sistematicamente la nostra realtà quotidiana come termine di paragone, è anche vero che quello di Help and Birth non deve essere soltanto un ruolo da finanziatore. Quello  che documentiamo noi non deve per forza essere il racconto di una bella storia dove tutti vissero felici e contenti in una realtà idilliaca seppur diversa da Prato, Firenze, Milano che sia. Lo spreco è spreco in qualsiasi cultura. La cattiva gestione idem. Affermare di aver portato con noi un metodo giusto, unico e imprescindibile per evitare queste cattive conduzioni è impensabile. Di certo possediamo maggior capacità critica. 

Help and Birth




Twelfth Day - Le scuole

17/8/2012

Se la biblioteca e il centro culturale che Help and Birth ha progettato di costruire sono strutture dedicate in primis a quello che sarà il futuro di questa città ossia i suoi studenti, tappa di irrinunciabile sono naturalmente le scuole di Meckhè. Le strutture scolastiche presenti sul territorio sono ben dodici, numero questo decisamente importante e che vuole tener conto delle esigenze della popolazione in età scolare che è in costante incremento. Il primo edificio visitato è di costruzione recente, ma quel che decisamente colpisce la nostra attenzione è la provvisorietà ed il rapido deterioramento di ogni classe. Nonostante i lavori siano stati ultimati nel 2005, è lampante quanto ogni aula abbia problematiche rilevanti soprattutto in quelli che sono i bisogni primari degli allievi; i banchi sono accatastati l’uno sull’altro, rischiando naturalmente di rovinarsi ancora di più, il pavimento in pietra sembra in attesa di essere piastrellato (in una classe addirittura la pavimentazione è completamente saltata e al suo posto è rimasto soltanto un cumulo di sabbia e sassi). La copertura in lamiera di zinco non è ovviamente adeguata a mantenere all’interno della struttura una temperatura accettabile e spesso le saldature stesse sono insufficienti a far fronte alle precipitazioni atmosferiche durante la stagione delle piogge. La responsabilità di questa cattiva gestione della struttura è senz’altro legata alle modalità di costruzione degli edifici pubblici; gare di appalto praticamente concordate e mancanza di validi comitati di gestione del cantiere portano ad un conseguente utilizzo di materiali scadenti che unite a tecnologie sorpassate ed un’attenzione sommaria al lavoro rendono assolutamente insufficiente il risultato finale.  Il rovescio della medaglia è però legato all’utilità che un edificio strutturalmente piccolo come questo ha sulla popolazione in età scolare meckhese. Questa scuola infatti si sviluppa su cortile esterno molto ampio ma conta appena cinque aule; aule queste che hanno contribuito in appena sette anni a portare ben il 97% dei suoi studenti a frequentare le classi superiori. Sicuramente la prova schiacciante di quanto la scolarizzazione sia terreno fertile sul quale coltivare ed investire.  Mamadou Lamine Niang, consigliere comunale e responsabile della struttura e delle attività extrascolastiche del territorio, ci accompagna nella visita e ci presenta quelli che sono le peculiarità positive ma anche le necessità della scuola: “ Il nostro istituto si proponeva di ampliare le possibilità agli studenti di accedere alla scuola primaria visto che a Meckhè vi è un ampio tasso di sovraffollamento in questo tipo di struttura. I risultati raggiunti sono eccellenti visto che quasi la totalità di nostri alunni va poi a frequentare l’istituto superiore. Il progetto sottoposto dalla ONLUS Help and Birth alla municipalità di Meckhè rappresenta una vera e propria possibilità di ulteriore sviluppo e conoscenza sia per gli studenti che per il personale scolastico.” 
                                                                                                                                  
Il secondo edificio nel quale ci rechiamo è stato ultimato nell’anno 2001 e costruito grazie all’aiuto di un’                associazione benefica francese che opera attivamente in Senegal; si tratta di una scuola primaria sicuramente meglio attrezzata e costruita rispetto a quella visitata in precedenza dove infatti si recano a studiare anche universitari e maturandi. Lo spazio ove sorge lo stabile è molto ampio ma ricalca la pianta del primo; ampio cortile interno ai lati del quale sorge una struttura a patio ben rifinita costituita da numerose aule. I dati di affluenza e scolarizzazione sono anche qui davvero confortanti e questo non può che essere una soddisfazione per il direttore dell’edificio.

Per il pomeriggio è in programma alle ore 15:00 il secondo incontro tecnico tra gli architetti italiani e quello senegalese; dalla tarda serata di giovedì è arrivato a Meckhè anche Emanuele Barili laureando in architettura e collega di Serena nell’elaborazione del progetto. Il tema centrale trattato in questo meeting è legato alla nuova elaborazione del progetto che in questi giorni si è dovuto obbligatoriamente armonizzare alle esigenze, materiali e tecniche, dell’architettura e ingegneria senegalese.
“Le problematiche maggiori con le quali ci siamo dovuto confrontare – esordisce Emanuele – sono legate alla mancanza di rete fognaria e ad un utilizzo improprio del cemento armato. In Africa non ci son infatti questioni legate alla sismicità del terreno e nemmeno le conoscenze adeguate ad utilizzare propriamente questa tecnologia. Non possiamo quindi che porci delle domande sui materiali con i quali lavoravano 50 anni fa; ci troviamo davanti ad un quadro a dir poco contraddittorio. Le loro tecniche costruttive sono passate direttamente dalle capanne al calcestruzzo. Colmare la voragine conoscitiva non è certo facile. Il progetto di massima al quale siamo giunti con l’incontro di questo pomeriggio vuole quindi andare incontro, quando possibile, sia alle peculiarità del nostro disegno e dei nostri calcoli, sia alle modalità di costruzione tipiche di questa architettura.”


Photo by Ivan Marianelli