In diretta da Officina Re-Think, il festival del riuso e del riciclo creativo presso Officina Giovani! Vi aspettiamo
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martedì 25 giugno 2013
giovedì 20 giugno 2013
“That's All Folks” 20.06.2013 @ Officina Giovani
A conclusione della programmazione 2012/2013 di Officina Giovani, è stata animata una giornata davvero ricca di djset, performance, spettacoli teatrali, mostre e concerti... Naturalmente non potevamo mancare! E infine una sorpresa per gli amanti della musica reggae: Mellow Mood for Help And Birth!
giovedì 2 maggio 2013
1° Maggio
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martedì 30 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
HELP&BIRTH - URBAN STUDIOS - IL PODERE I CONTI
presentano
CENA DI BENEFICENZA

LUNEDì 22 APRILE ORE 21.00
PRESSO IL "PODERE I CONTI"
INFO: ALICE 3206347521
martedì 5 marzo 2013
Questa sera al Circolo Arci in Via delle Porte Nuove (zona Porta al Prato) l'evento "LA FAME IN TAVOLA", un'iniziativa OXFAM ITALIA, riflettiamo insieme sul problema della fame. Sensibilizzando si formano individui migliori, capaci di agire in modo migliore. Stay Tuned.
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lunedì 11 febbraio 2013
PRATO MECKHE 5432 - official trailer 2013
"Le persone possono dubitare di ciò che dici ma crederanno a ciò che fai."
Questo è quello che noi abbiamo fatto.
"Quando ti muovi nella direzione dei tuoi obiettivi, niente ti può fermare."
SETTEMBRE 2013
SUGLI SCHERMI
Thanks to Ivan Marianelli and Urban Studios
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lunedì 14 gennaio 2013
19.1.2013 - Help and Birth e Bolsa Bit
Siete pronti per un nuovo incredibile evento targato Help and Birth e Bolsa Bit?
19.1.2013
h. 21:00
Pecci- Viale della Repubblica 277
Per la prima volta verranno mostrati i video della nostra esperienza in Senegal
Per Info e Prenotazione: helpandbirth@gmail.com
Geremia : 339.25.02.684
lunedì 20 agosto 2012
Fourteenth Day - I colori di Meckhé
19/8/2012
Il mercato di Meckhè è un tripudio caotico di colore, voci e persone. Si sviluppa confuso in tutte le strade, i vicoli e i cortili della città, rendendola un infinito e inestricabile gomitolo di volti, banchi e rumori. Vi si può trovare apparentemente di tutto ma effettivamente poco di quello che un europeo può necessitare. Chincaglieria e bigiotteria di ogni foggia e colore, braccialetti, orecchini, collane, ammassate confusamente sui tavoli. Stoffe, ritagli d’abiti e scialli. Opachi, lucidi, comunque appariscenti. Futuri vestiti di donne e bambine. Fino ad arrivare agli spazi dove sono esposti i generi alimentari; ortaggi, frutti e pesci sistemati al suolo e coperti spesso di mosche e terriccio. Il mercato di Meckhè non contratta. O per lo meno non lo fa con noi. A qualche passo dal turbinio confusionario del mercato vi sono comunque alcune vie periferiche lungo le quali arriviamo prima alla Moschea e poi al Minareto di Meckhè. Il bianco ed il verde acqua sono i due colori che caratterizzano questi edifici di culto religioso, circondati come di tradizione da un ampio cortile esterno cinto da un muro piuttosto alto. Sia dalla struttura che dallo stato della vernice si evince che sia la Moschea che il Minareto sono di costruzione abbastanza recente; fatiscente e praticamente impraticabile invece quella che era la precedente Moschea cittadina, ubicata anch’essa in questa zona di Meckhè, abitata apparentemente da un numero infinito di bambini che appena ci vedono ci vengono incontro, seguendoci poi per tutta la mattina alla ricerca di qualche moneta. C’è chi tra noi ha anche la fortuna e l’opportunità di visitare la Madrassa, ossia la scuola islamica della quale non si possono che riportare le effettive differenze rispetto agli istituti visitati nei giorni scorsi; arredamento essenziale ma estremamente ordinato e pulito. Spazi non dispersivi e comportamento dei bambini decisamente educato e composto. Oggi abbiamo voluto vivere più intensamente di sempre la quotidianità di Meckhè; avere un contatto diretto con i centri nevralgici della sua sfera economica e religiosa. Meckhè adesso sembra un po’ più vicina anche per noi.
Help and Birth
Photo by Ivan Marianelli
Twelfth Day - Le scuole
17/8/2012
Se la biblioteca e il centro culturale che Help and Birth ha progettato di costruire sono strutture dedicate in primis a quello che sarà il futuro di questa città ossia i suoi studenti, tappa di irrinunciabile sono naturalmente le scuole di Meckhè. Le strutture scolastiche presenti sul territorio sono ben dodici, numero questo decisamente importante e che vuole tener conto delle esigenze della popolazione in età scolare che è in costante incremento. Il primo edificio visitato è di costruzione recente, ma quel che decisamente colpisce la nostra attenzione è la provvisorietà ed il rapido deterioramento di ogni classe. Nonostante i lavori siano stati ultimati nel 2005, è lampante quanto ogni aula abbia problematiche rilevanti soprattutto in quelli che sono i bisogni primari degli allievi; i banchi sono accatastati l’uno sull’altro, rischiando naturalmente di rovinarsi ancora di più, il pavimento in pietra sembra in attesa di essere piastrellato (in una classe addirittura la pavimentazione è completamente saltata e al suo posto è rimasto soltanto un cumulo di sabbia e sassi). La copertura in lamiera di zinco non è ovviamente adeguata a mantenere all’interno della struttura una temperatura accettabile e spesso le saldature stesse sono insufficienti a far fronte alle precipitazioni atmosferiche durante la stagione delle piogge. La responsabilità di questa cattiva gestione della struttura è senz’altro legata alle modalità di costruzione degli edifici pubblici; gare di appalto praticamente concordate e mancanza di validi comitati di gestione del cantiere portano ad un conseguente utilizzo di materiali scadenti che unite a tecnologie sorpassate ed un’attenzione sommaria al lavoro rendono assolutamente insufficiente il risultato finale. Il rovescio della medaglia è però legato all’utilità che un edificio strutturalmente piccolo come questo ha sulla popolazione in età scolare meckhese. Questa scuola infatti si sviluppa su cortile esterno molto ampio ma conta appena cinque aule; aule queste che hanno contribuito in appena sette anni a portare ben il 97% dei suoi studenti a frequentare le classi superiori. Sicuramente la prova schiacciante di quanto la scolarizzazione sia terreno fertile sul quale coltivare ed investire. Mamadou Lamine Niang, consigliere comunale e responsabile della struttura e delle attività extrascolastiche del territorio, ci accompagna nella visita e ci presenta quelli che sono le peculiarità positive ma anche le necessità della scuola: “ Il nostro istituto si proponeva di ampliare le possibilità agli studenti di accedere alla scuola primaria visto che a Meckhè vi è un ampio tasso di sovraffollamento in questo tipo di struttura. I risultati raggiunti sono eccellenti visto che quasi la totalità di nostri alunni va poi a frequentare l’istituto superiore. Il progetto sottoposto dalla ONLUS Help and Birth alla municipalità di Meckhè rappresenta una vera e propria possibilità di ulteriore sviluppo e conoscenza sia per gli studenti che per il personale scolastico.”
Il secondo edificio nel quale ci rechiamo è stato ultimato nell’anno 2001 e costruito grazie all’aiuto di un’ associazione benefica francese che opera attivamente in Senegal; si tratta di una scuola primaria sicuramente meglio attrezzata e costruita rispetto a quella visitata in precedenza dove infatti si recano a studiare anche universitari e maturandi. Lo spazio ove sorge lo stabile è molto ampio ma ricalca la pianta del primo; ampio cortile interno ai lati del quale sorge una struttura a patio ben rifinita costituita da numerose aule. I dati di affluenza e scolarizzazione sono anche qui davvero confortanti e questo non può che essere una soddisfazione per il direttore dell’edificio.
Per il pomeriggio è in programma alle ore 15:00 il secondo incontro tecnico tra gli architetti italiani e quello senegalese; dalla tarda serata di giovedì è arrivato a Meckhè anche Emanuele Barili laureando in architettura e collega di Serena nell’elaborazione del progetto. Il tema centrale trattato in questo meeting è legato alla nuova elaborazione del progetto che in questi giorni si è dovuto obbligatoriamente armonizzare alle esigenze, materiali e tecniche, dell’architettura e ingegneria senegalese.
“Le problematiche maggiori con le quali ci siamo dovuto confrontare – esordisce Emanuele – sono legate alla mancanza di rete fognaria e ad un utilizzo improprio del cemento armato. In Africa non ci son infatti questioni legate alla sismicità del terreno e nemmeno le conoscenze adeguate ad utilizzare propriamente questa tecnologia. Non possiamo quindi che porci delle domande sui materiali con i quali lavoravano 50 anni fa; ci troviamo davanti ad un quadro a dir poco contraddittorio. Le loro tecniche costruttive sono passate direttamente dalle capanne al calcestruzzo. Colmare la voragine conoscitiva non è certo facile. Il progetto di massima al quale siamo giunti con l’incontro di questo pomeriggio vuole quindi andare incontro, quando possibile, sia alle peculiarità del nostro disegno e dei nostri calcoli, sia alle modalità di costruzione tipiche di questa architettura.”
Photo by Ivan Marianelli
giovedì 16 agosto 2012
Tenth Day - Una giornata piena di incontri
15/8/2012
La mattina di Ferragosto si apre con la seconda riunione ufficiale con ASCOMI, giunti qua per la rielaborazione del protocollo di intesa; l’incontro di ieri con la municipalità ha dato numerose tematiche da affrontare e ha portato alla luce con maggiore chiarezza notevoli nodi da sciogliere.
Il rapporto tra municipalità e ASCOMI ad esempio, quest’ultima, fortemente, intenzionata a non dare troppo margine di libertà e potere decisionale ai delegati comunali i quali, secondo quanto affermano i membri dell’associazione culturale senegalese, non hanno assolutamente compreso le problematiche che ruotano attorno al progetto di costruzione della biblioteca.
Al comune manca insomma la piena consapevolezza di quanto tempo e impegno comportino le operazioni di foundraising e organizzazione dei comitati. Appare lampante quindi che per redigere il testo ufficiale del protocollo di intesa sia indispensabile che si trovino accordi su tutti i punti.
Dall’incontro tra Help and Birth e ASCOMI si stabilisce inoltre la creazione di un secondo protocollo di intesa che avrà come oggetto la gestione del cantiere durante i lavori.
Successivamente, prendono parte alla riunione anche alcuni membri del comitato municipale per la gioventù per discutere assieme all’associazione culturale e la ONLUS, della giornata di festa e di sport che avrà luogo il prossimo 25 Agosto, in occasione della fine del periodo di celebrazione musulmana del Ramadan. In quella data è infatti prevista l’organizzazione di una maratona per le strade della città di Meckhé alla quale seguirà la presentazione ufficiale di Help and Birth e del suo progetto alla popolazione meckhese. La stessa ONLUS per coinvolgere in maniera maggiore coloro che interverranno a questa manifestazione, ha portato da Prato numerose t-shirt firmate H & B e palloni da calcio. E alla luce di questo impegno diretto anche in questo campo è importante attivarsi nella riduzione dei costi superflui.
A questa seconda riunione è seguita una visita al centro della Croce Rossa di Meckhè, che si sviluppa in due stanze, una, adibita ad ufficio ed un'altra a fatiscente magazzino, ove sono state ammassate alcune barelle. Nel medesimo stabile vi è inoltre il centro riservato ai giovani di Meckhè, affacciato su un ampio cortile dove naturalmente passeggiano tranquille alcune carpette.
L’ultimo incontro della giornata è dedicato ad un colloquio con la direttrice di tutte le associazioni femminili di Meckhè e del gruppo municipale Donne, Famiglia e Sviluppo; una chiacchierata estremamente propositiva che secondo l’antropologa Liliana Lippi ha dato un quadro quasi inaspettato della condizione femminile meckhese; “Dall’incontro di quest’oggi è emerso che Meckhè è una cittadina dove le donne sono molto numerose e quel che è più importante sono davvero organizzate. Vorrebbero, a ragione, essere prese maggiormente in considerazione ed inserite in quelle che sono le gerarchie municipali. La nostra interlocutrice quest’oggi ha espresso grande soddisfazione per quanto concerne il progetto della biblioteca e del centro culturale, ringraziandoci appunto di aver tenuto sempre in considerazione le dinamiche del luogo e soprattutto il fatto che là quello non sarà soltanto un luogo di cultura ma anche di aggregazione e scambio.”
Quattro incontri importanti quelli di questa mattina, che naturalmente risulteranno indispensabili non solo alla costruzione della biblioteca e del centro culturale, ma anche alla buona riuscita della cooperazione tra Help and Birth, ASCOMI, Municipalità di Meckhè e popolazione.
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Ninth Day - Burocrazia work in progress
14/8/2012
La giornata di martedì è decisamente frenetica ai fini del lavoro burocratico che ruota attorno alla realizzazione della biblioteca di Meckhè.
Già dalle 9:00 del mattino Lorenzo, Liliana e Serena prendono parte ad un tavolo di lavoro che si preannuncia essere tutt’altro che facile. L’incontro con ASCOMI vedrà infatti la discussione sul testo del protocollo di intesa, da siglare necessariamente prima dell’inizio dell’apertura del cantiere, tra Help and Birth ed i suoi partner, il comune di Meckhè e la stessa associazione culturale senegalese.
Fin dai primi minuti si evince che un grosso scoglio sul quale si infrangono i dubbi dei membri di ASCOMI è l’apparente scarsa considerazione che Lorenzo Giorgi e gli altri collaboratori hanno di loro. Dalle parole di questi traspare infatti grande timore di essere messi da parte, isolati dalla messa a punto dei vari passaggi che porteranno alla realizzazione dello stabile; sono infatti fermi nell’affermare che nessuno meglio di loro può conoscere necessità e problematiche della cittadina. La loro intenzione in questo progetto non è quella di essere collaboratori ma attori. Dal canto suo Help and Birth crede a ragione di meritare in primis fiducia, libertà di azione e trasparenza, specificando quanto sia necessario la sua presenza a Meckhè per coordinare i vari fronti di lavoro. Questo certamente non vuole escludere la collaborazione diretta e attiva con i suoi partner con i quali appunto si impegna ufficialmente siglando il protocollo di intesa. Documento questo che ASCOMI alla luce delle dichiarazioni di oggi vuole non solo firmare ma contribuire nella formazione e modifica.
Il comitato ASCOMI ha anche difficoltà evidenti nel comprendere l’utilità di un reportage documentaristico ai fini del foundraising di Help and Birth; proprio come successo nei giorni precedenti per quel che riguarda il progetto strutturale, anche in questo campo di azione il gap tecnico è notevole. Ma dopo la chiara illustrazione di quanto possa giovare in termini di visibilità ( maggiori possibilità di avere contributi dagli enti locali e nazionali, agevolazioni fiscali come il 5 X 1000) questo tipo di lavoro, la questione è tranquillamente archiviata.
Per quel che concerne invece la collaborazione tra Help and Birth ed ASCOMI ai fini della buona riuscita del progetto nella sua totalità, i Presidenti della ONLUS e dell’associazione culturale concordano con l’affermare che la priorità in questo momento sia quella di eliminare ogni ostacolo alla realizzazione. Saranno quindi prese in considerazione le richieste dei membri di ASCOMI, ai quali è rinnovato l’invito a contribuire nella costituzione del protocollo di intesa.
Alle ore 12:00, subito dopo la conclusione dell’incontro con ASCOMI, è in programma la presentazione del progetto della biblioteca e del centro culturale alla municipalità del comune di Meckhè.
Questa riunione, svoltasi al’Hotel de Ville si è aperta con la presentazione di tutti i convenuti all’assemblea; vicesindaco, ASCOMI, il Presidente dell’associazione enti degli studenti e vari membri del consiglio comunale. Per Help and Birth invece parleranno Lorenzo Giorgi, Presidente di Help and Birth, Liliana Lippi antropologa, Serena Nastasi architetto junior, naturalmente coadiuvate dal prezioso aiuto di Mustapha, consigliere ed intermediario della ONLUS.
I temi affrontati durante questa assemblea sono naturalmente legati ad una presentazione completa della biblioteca, partendo appunto da quanto stabilito già dal primo viaggio intrapreso da Help and Birth lo scorso dicembre. Sono state quindi illustrate le motivazioni che hanno portato al cambiamento dal progetto precedente a quello attuale, mostrato visivamente tramite computer da Serena, che ne ha spiegato le peculiarità tecniche e strutturali.
Dal punto di vista antropologico si vuol puntare a comunicare la valenza che avrà la collaborazione tra autorità municipali, ASCOMI, ONLUS e popolazione locale, che nella biblioteca e nel centro culturale vedrà non soltanto un luogo di insegnamento e studio ma anche di aggregazione e scambio interpersonale. Una struttura, questa, che necessariamente gli abitanti di Meckhé, dovranno sentire propria per apprezzarla al meglio. Lorenzo ha poi risposto a tutte le domande che sono state poste dall’assemblea dalla quale sono, effettivamente, giunti interessanti spunti da non sottovalutare.
Un membro del consiglio comunale ha infatti esposto il caso di precedenti progetti similari a quello di Help and Birth che però hanno visto un utilizzo non idoneo con il trascorrere del tempo; sarà quindi indispensabile capire le problematiche che sono nate in questi luoghi e poter così intervenire concretamente perché non si ripetano anche nella nuova biblioteca che sorgerà a Meckhé; poiché come ha affermato il responsabile dell’associazione che cura le strutture degli studenti, un centro culturale potrebbe davvero incidere su quello che è non soltanto il presente della popolazione in età scolare, ma accompagnarla sino all’università, proiettata e preparata così verso le nuove tecnologie, come l’informatica. Infine si è giustamente voluto discutere sulla parte del progetto riguardante le tempistiche stimate approssimativamente attorno ai due anni dalla posa della prima pietra e della composizione dei comitati che controlleranno il buon andamento dei lavori nel cantiere e successivamente del corretto utilizzo dello stabile.
Help and Birth
Eighth Day - Mboro - Meckhé
13/8/2012
Sicuramente possiamo dire che quella che doveva essere per lo più una giornata di svago e relax si è trasformata nell’ennesima sfida da affrontare.
Come stabilito per la mattinata ed il primo pomeriggio era in programma una gita al mare, nella cittadina di Mboro. L’impatto con l’oceano e le sue spiagge infinite è stato davvero emozionante; bambini di tutte le età giocavano sulla sabbia e pescavano con ami artigianali sulla battigia mentre barconi fatiscenti ma coloratissimi prendevano il largo, gettando in acqua reti altrettanto consumate.
Il pallone e la rete da beach volley che abbiamo portato con noi sono stati, naturalmente, un’attrattiva irresistibile sia per i più piccoli che per i ragazzi, che ci avvicinavano per proporci qualche passaggio a calcio.
Assetatati e abbronzati siamo tornati a casa (e non senza problemi: per ben due volte siamo stati costretti a fermarci a posti di blocco dove i poliziotti non hanno esitato a far multe su pretesti assurdi), lì purtroppo ci attendeva una brutta sorpresa; sono bastati pochi minuti di disattenzione da parte del guardiano della residenza, Samba, a far intrufolare qualcuno, probabilmente un ladruncolo occasionale, in una stanza comune dove era riposto il materiale della troupe di Urban Studios.
Risultato: sono scomparsi due cellulari.
Un problema non indifferente oltre che sul piano economico anche su quello emotivo; ambientarsi in una realtà come quella di Meckhè è un processo non facile e graduale per chi arriva da un paese Europeo e un avvenimento come questo ha destabilizzato l’equilibrio precario che ognuno di noi si stava creando a piccoli passi. Abbiamo deciso, necessariamente, di prendere nuovi accorgimenti per quello che riguarda la sicurezza dell’abitazione e la tutela del materiale; Samba, ci ha assicurato che tutte le porte siano munite di chiavistelli. Dopo aver spostato nuovamente il posto dove erano sistemate macchine fotografiche, ottiche, videocamere, registratori, cavalletti e computer, ci siamo appoggiati ad un altro collaboratore della nostra sicurezza: Dex, un cane da guardia che da oggi vivrà nel giardino della residenza comunale.
La sera è stata dedicata ad un incontro di grande rilevanza; domani mattina infatti ci sarà il meeting tra Help and Birth, Ascomi e la municipalità del comune di Meckhè per discutere sul protocollo di intesa. Lorenzo trovava necessario svolgere un incontro introduttivo con Mustapha e Diop, presidente dell’Ascomi al quale comunicare anche tutte le difficoltà incontrate durante il viaggio delle due jeep le quali sono state pericolosamente snobbate. Dall’abbandono delle guide a Tan Tan all’assurda pretesa della tangente da 360 euro letteralmente spillata alla frontiera tra Mauritania e Senegal. Problema quest’ultimo che doveva essere facilmente ovviato con una telefonata al colonnello della regione di Thies, il quale ci ha comunicato l’infondatezza di quella richiesta economica.
Help and Birth
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Seventh Day - Meckhé
12/8/2012
Finalmente a pieno organico. Finalmente nessuna sveglia all’alba per poi dover ripartire in jeep.
La residenza comunale di Mekchè, la domenica ci ha visti aprire gli occhi a mezzogiorno, colpa forse dell’ora alla quale ci siamo addormentati.
Non pioveva più, paradossalmente sembrava che il violento nubifragio della notte precedente non fosse altro che frutto di un sogno movimentato.
In tarda mattinata era in programma l’incontro con l’architetto senegalese Mamadou, il quale si è confrontato con Serena sulle stampe, dove vi era illustrato il progetto della biblioteca e del centro culturale. La riunione tecnica è durata ben quattro ore e sono emerse numerose problematiche, come il gap tecnologico che divide le modalità progettuali di Italia e Senegal e il reperimento dei materiali di costruzione. In definitiva comunque possiamo affermare che questo incontro ha dato ottime impressioni; il lavoro svolto dagli architetti italiani in questi mesi è risultato più che soddisfacente, considerando anche la grande attenzione che hanno messo nel progettare una struttura capace di sposare le esigenze della popolazione senegalese, che attorno alla biblioteca svilupperà non solo un luogo di cultura ma anche di aggregazione.
Il tardo pomeriggio è stato dedicato invece a varie attività: Ivan, Federica e Andrea si sono recati in giro per la cittadina muniti di macchina fotografica e tanta curiosità; il resto del gruppo invece ha deciso di andare a cercare di chiarire una delle situazioni più incresciose del giorno precedente, ossia la richiesta di tangenti alla frontiera fra Mauritania e Senegal. Il colloquio con il colonnello responsabile della regione di Thiès purtroppo ha rivelato la mancanza di organizzazione e tutela da parte di ASCOMI nei nostri confronti, disagio che nei giorni scorsi (a partire dal netto abbandono delle guide alla nostra spedizione) avevamo a ragione lamentato.
Help and Birth
Sixth Day - St. Louis - Meckhé
11/8/2012
St. Louis - Meckhé
L'inizio di quello che dovrebbe essere l'ultimo giorno di viaggio ci riserva una brutta sorpresa, dopo aver dormito in una ex-voliera sopra il tetto di un modesto residence a Nouakchot Niccolò è bloccato da un'infezione gastrointestinale che sconvolge i piani iniziali.
Breve consulto, Niccolò cede il posto di guidatore e il gruppo riesce a partire alla volta di Rosso, porto fluviale che rappresenta l'unica via di accesso per il Senegal, l'imprevisto mattutino però rischia di stravolgere i piani dato l'avvicinarsi dell'orario di chiusura dell'imbarco sui battelli. Le macchine viaggiano veloci tra dune di sabbia arancione e posti di blocco frequenti ma riescono comunque ad arrivare in tempo a destinazione: i cancelli chiusi ci mettono un po' di apprensione ma "interagendo con la popolazione" riusciamo a salire a bordo.
Traversata breve ma intensa, la chiatta porta insieme ad autovetture anche bambini del posto, venditori ambulanti ed animali; il ponte di carico non viene alzato durante il tragitto e il rischio di perdere una macchina nel fiume non è escluso. Attracchiamo sulla costa senegalese, ci affrettiamo a scendere dal battello e troviamo uno spettacolo che avevamo visto solo al cinema: una strada sterrata sovraffollata dove gli odori si mischiano come le persone che la calpestano.
Mancano 3 ore alla meta finale ma non avevamo fatto i conti con la corruzione della burocrazia senegalese: un ragazzo si propone come guida per aiutarci ed il risultato è un'attesa snervante in un ufficio fatiscente che culmina con un viaggio verso St. Louis dove alloggia un fantomatico colonnello che avrebbe dovuto risolvere i nostri problemi legati ad un visto mancante.
Dopo un'ora di macchina arriviamo in città, un insediamento sul mare estremamente vivace dove troviamo la persona che ci hanno indicato, uomo imponente che in effetti può aiutarci per la modica cifra di 260.000 cfa che in euro corrispondono a 360 euro.
Paura di non passare i posti di blocco, fiducia in eccesso e troppa voglia di arrivare ci spingono ad accettare l'offerta nonostante la richiesta sembrasse molto strana; chiudiamo gli sportelli, montiamo sulle jeep molto più leggeri e partiamo alla volta di Meckhè quando ormai il sole è calato e affrontare l'ultimo tratto di viaggio, di notte rappresenta l'ennesimo rischio da correre.
Ultimo tratto di strada, guidatori stanchi ma 140 km sono troppo pochi per mollare, fari alti, strade strette e tir che ci corrono tanto vicini da asportarci uno specchietto non ci consentono distrazioni. Federica e Serena ci aspettano a destinazione, le radio-trasmittenti si scambiano messaggi di incoraggiamento per rimanere svegli, cartello: Meckhè 40km, non ci sembra vero. Conto alla rovescia, metro dopo metro, villaggio dopo villaggio, entriamo in città, svolta a destra, dritto tra "case" in lamiera, gira in quel passaggio stretto e… siamo arrivati: gioia, stanchezza e orgoglio ci riempiono il cuore e gli occhi, siamo arrivati alla fine del viaggio e all'inizio di un'avventura incredibile che vivremo in questo mese.
Photo by Ivan Marianelli
Fifth Day - Nouakchott
10/8/2012
Nouakchott
Ci siamo svegliati in mezzo ad una fila di macchine pronte a superare il confine. Sfortunatamente ci siamo ritrovati ad affrontare infiniti iter burocratici che ci hanno trattenuti lì per più di sei ore.
Questo, unito agli altri problemi lungo il percorso, ha provocato un grosso ritardo sulla nostra tabella di marcia e noi dovevamo ancora arrivare a Nouakchott! In più avevamo altre due nostre collaboratrici che in serata sarebbero arrivate a Meckhé. Preoccupati e stanchi ci siamo comunque fatti ammaliare dalla bellezza intorno a noi: dromedari, villaggi e dune, sempre e ancora dune. Alla frontiera ci siamo uniti a 3 macchine di senegalesi tra cui quella di Mor, e così la carovana è continuata.
Per restare uniti a loro era necessario viaggiare sopra i 100Km/h e con una delle nostre macchine rischiavamo veramente molto. Inoltre Niccolò stava male, sudava freddo e aveva mal di pancia ma eravamo costretti ad arrivare a Nouakchott, capitale della Mauritania, per passare là la notte.
La città è caotica e ci siamo dovuti staccare dal gruppo perchè era necessario portare Niccolò, al più presto in un albergo. Abbiamo trovato un posto economico, un po' in periferia dove abbiamo deciso di passare la notte e sperare che domani Niccolò stia meglio e che il viaggio possa continuare.
Meckhè è sempre più vicina e proprio per questo non possiamo mollare, è il momento di stringere i denti.
Buonanotte
Help and Birth
Fourth Day - Dakhla - Mauritania
9/8/2012
Dakhla - Frontiera Mauritania
Ci siamo svegliati a Dakhla e siamo ripartiti.
Ancora deserto, fino al confine con la Mauritania.
La strada che abbiamo percorso era bellissima, da una parte avevamo le dune di sabbia dorate e i dromedari, mentre dall'altra parte c'era la costa, meta ambita dai molti amanti del kitesurf: impossibile non fermarsi a fare delle foto. Abbiamo proseguito in direzione Sud ma una delle due macchine ha iniziato a dare dei problemi, non riuscivamo a togliere la trazione integrale che avevamo messo per superare una duna. Lo sterzo tremava appena superavamo i 100 km/h, il rumore era frastornante e la preoccupazione, piano piano saliva. Dopo pochissimi chilometri abbiamo sentito "un botto" e poi un salto. La macchina si era rotta e noi eravamo nel mezzo al deserto. Siamo riusciti a capire che era un problema di trasmissione e con un colpo di genio abbiamo deciso che l'unica cosa da fare era togliere il braccio della trasmissione anteriore. Per i bulloni da togliere ci serviva la chiave del 15, neanche a farlo a posta, era l'unica che non avevamo! Da bravi avventurieri, siamo riusciti a non farci prendere dal panico e abbiamo fermato due camionette di soldati marocchini, che inaspettatamente passavano di lì. La fortuna era dalla nostra parte, avevano la chiave che serviva a noi e così ce l'hanno prestata, poi ci hanno anche aiutato a smontare il pezzo. Sono stati la nostra salvezza! Era quasi impossibile da credere! Per ringraziarli abbiamo offerto loro sigari e sigarette ma li hanno rifiutati: non potevano fumare visto che stavano trasportando munizioni. Siamo ripartiti più carichi di prima, e con un solo pensiero "ce la facciamo, dai ragazzi".
In tarda serata siamo arrivati al confine con la Mauritania, che però era chiuso e riaprirà solo domattina alle ore 9:00.
La nostra serata si conclude mangiando tajine e ci sistemandoci per la notte tra tenda e macchina. Domani sarà una giornata tosta, la Mauritania è il Paese che più ci preoccupa, ma siamo uniti e motivati per farcela.
Help and Birth
Stay Tuned
Photo By Ivan Marianelli
giovedì 9 agosto 2012
Third Day - Dakhla - Sahara Occidentale
8/8/2012
Le tappe di oggi sono state:
Tan Tan - Layounne - Dakhla
800 km circa
Siamo entrati nella zona dei territori occupati e quindi nel pieno del deserto del Sahara Occidentale.
Il viaggio è proceduto in maniera rilassata anche se siamo un po' delusi per come è andata con le guide.
Ma non ci siamo lasciati abbattere, e questa mattina ci siamo concessi una piccola sosta sulla costa del deserto per ammirare le onde che si infrangevano sul promontorio e scattare qualche foto che potesse mostrarvi lo spettacolo naturale che stavamo guardando. Purtroppo la nostra sosta è durata poco, perché in mattinata ci aspettava una tappa molto lunga e dovevamo riuscire a percorrere almeno 300 km per restare nella tabella di marcia.
Nel deserto la guida stata delle più folli, abbiamo visto un Tir ed auto che si sorpassano a 100/kmh in una strada che era quasi peggio di quella che abbiamo percorso ieri ( e almeno oggi, dobbiamo proprio dirlo, siamo in pari con i tempi ), ma i nostri piloti Lorenzo e Niccolò sanno il fatto loro e se la sono cavata alla grande.
La nota del giorno sono stati i posti di blocco tra città e città: siamo stati fermati ogni volta e tutte le volte ci hanno chiesto una sorta di documento che non avevamo (altro non era che una lista dei nomi, passaporti, targhe, auto e i motivi del viaggio: la fiches ).
Arrivati a Layounne, abbiamo trovato il solito posto di blocco ma siamo particolarmente fortunati:
Ma non ci siamo lasciati abbattere, e questa mattina ci siamo concessi una piccola sosta sulla costa del deserto per ammirare le onde che si infrangevano sul promontorio e scattare qualche foto che potesse mostrarvi lo spettacolo naturale che stavamo guardando. Purtroppo la nostra sosta è durata poco, perché in mattinata ci aspettava una tappa molto lunga e dovevamo riuscire a percorrere almeno 300 km per restare nella tabella di marcia.
Nel deserto la guida stata delle più folli, abbiamo visto un Tir ed auto che si sorpassano a 100/kmh in una strada che era quasi peggio di quella che abbiamo percorso ieri ( e almeno oggi, dobbiamo proprio dirlo, siamo in pari con i tempi ), ma i nostri piloti Lorenzo e Niccolò sanno il fatto loro e se la sono cavata alla grande.
La nota del giorno sono stati i posti di blocco tra città e città: siamo stati fermati ogni volta e tutte le volte ci hanno chiesto una sorta di documento che non avevamo (altro non era che una lista dei nomi, passaporti, targhe, auto e i motivi del viaggio: la fiches ).
Arrivati a Layounne, abbiamo trovato il solito posto di blocco ma siamo particolarmente fortunati:
un poliziotto ci ha chiesto un passaggio in città e per sdebitarsi ci ha portati in un ristorante che ha aperto apposta per noi e siamo riusciti a pranzare (è stata proprio una fortuna, visto che con il Ramadan, più a sud fossimo scesi e più sarebbe stato difficile trovare un posto aperto di giorno).
Alle ore 16 siamo ripartiti: direzione Dakhla, a circa 570 km da noi. Oggi, potremmo dire di essere stati particolarmente fortunati: ad una delle tante frontiere un poliziotto ha barattato con noi i tanto "ricercati" moduli che ci servivano in cambio di un paio di pacchetti di sigarette; inoltre abbiamo conosciuto Moudou, un senegalese di Poggibonsi che stava percorrendo la nostra stessa tratta ed era solo poiché i suoi compagni lo avevano lasciato li (si accadono cose strane nel deserto). Lui e la sua REXTON si sono accodati a noi e la nostra carovana è tornata nuovamente ad essere composta di tre veicoli. Ci siamo concessi poi un'altra piccola sosta a 150 km da Dakhla in una stazione di servizio nel deserto.
Con un po' di stanchezza alla fine siamo arrivati a Dakhla (ore 3:00 a.m.)
Alle ore 16 siamo ripartiti: direzione Dakhla, a circa 570 km da noi. Oggi, potremmo dire di essere stati particolarmente fortunati: ad una delle tante frontiere un poliziotto ha barattato con noi i tanto "ricercati" moduli che ci servivano in cambio di un paio di pacchetti di sigarette; inoltre abbiamo conosciuto Moudou, un senegalese di Poggibonsi che stava percorrendo la nostra stessa tratta ed era solo poiché i suoi compagni lo avevano lasciato li (si accadono cose strane nel deserto). Lui e la sua REXTON si sono accodati a noi e la nostra carovana è tornata nuovamente ad essere composta di tre veicoli. Ci siamo concessi poi un'altra piccola sosta a 150 km da Dakhla in una stazione di servizio nel deserto.
Con un po' di stanchezza alla fine siamo arrivati a Dakhla (ore 3:00 a.m.)
Oggi è stata una giornata molto positiva e piacevole. Adesso siamo tutti qui in albergo, pronti per andare a riposare. Domattina la tabella di marcia prevede la partenza alle ore 9.
Help and Birth in diretta dal Sahara Occidentale.
Help and Birth in diretta dal Sahara Occidentale.

Photo by Ivan Marianelli
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Second Night - Tan-Tan
07/08/2012
Inizia così il nostro secondo giorno: abbandonati per tutto il giorno da coloro che dovevano essere i nostri "collaboratori" senegalesi; ma fortunatamente aiutati, nel pomeriggio, da un altro gruppo di ragazzi senegalesi che avevamo conosciuto in nave e a cui ci siamo uniti per proseguire il viaggio.
La strada si presenta subito non troppo facile da percorrere. Per rendere l'idea: una strada che a confronto la statale di Vaiano è la 4 corsie dell'A14!
Dopo quasi 300km attraverso le curve nei promontori del deserto marocchino, decidiamo di fare una sosta per il pranzo ad Agadir (che si trova circa a metà strada tra Marrakech e Tan-Tan). Decidiamo di pasteggiare a fagioli crudi e tonno al naturale, ma non tanto per necessità quanto per goliardico spirito d'avventura! Dopo questa breve sosta ripartiamo con direzione Tan-Tan.
Al nostro arrivo nella piccola cittadina marocchina rincontriamo le nostre guide senegalesi ma Lorenzo (dopo aver parlato telefonicamente con Mustapha, che era tra l'altro molto dispiaciuto) ha giustamente deciso di cacciarli poiché non avevano intenzione di rispettare il programma del viaggio.
Proseguiamo quindi il viaggio da soli. La sera mangiamo un boccone a Tan-Tan e ci mettiamo alla ricerca di un posto dove dormire. Dopo una breve ricerca troviamo una baracca un po' fatiscente e non troppo pulita, ma distrutti dalla giornata e determinati ad iniziarne un'altra ci accontentiamo, senza problemi, di ciò che la cittadina ci può offrire.
Domani sveglia alle 8 e si riparte!
Photo by Ivan Marianelli
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